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  • 08 Marzo 2022

Alluminio oltre i 4000 $/t. Oltre l’immaginabile

L’alluminio ha superato al London Metal Exchange la soglia dei 4 mila dollari alla tonnellata. Da giovedì è in salita libera a picco verticale in frangendo ogni precedente barriera. Mai successo prima. In un anno il metallo leggero ha visto progredire le quotazioni dell’87%. La previsione di quota 4 mila, proferita a metà gennaio, da parte di una nota banca d’affari statunitense si è purtroppo avverata. Da notare che allora si era ben lontani dall’invasione russa in Ucraina e dallo scenario di guerra che sta devastando l’Europa orientale con conseguenze ancora poco prevedibili.

Tutte le materie prime stanno conoscendo rialzi formidabili. Il carbone, ricchezza straordinaria del Donbass, teatro di guerra, è cresciuto del 77% in un mese e del 377% in un anno. Il prezzo del nichel è cresciuto del 24% in un mese e dell’80% in un anno. Lo zinco: 17% in un mese e 51% in un anno. E così pure l’energia: stamane il brent tocca i 125 $/b ed appare in salita libera. Anche le materie prime agro-alimentari salgono vertiginosamente. La parola guerra fa paura ai mercati.

Particolarmente inquietante è la curva dei prezzi dell’alluminio. Un mese fa, quando si era a quota 3200, sostanzialmente il prezzo cresceva a causa degli aumenti del prezzo dell’energia e delle minacce di guerra in Europa orientale. Dal 24 febbraio in poi, data dell’aggressione russa all’Ucraina, lo scenario è cambiato drammaticamente. Diversi fattori si sono congiunti in un quadro altamente sfavorevole: il folle prezzo dell’energia, il basso livello degli stock LME e le disruption delle forniture provenienti dalla Russia. Infatti i traffici marittimi commerciali si sono interrotti a causa delle sanzioni dell’Unione Europea contro la Russia. Dapprima hanno interrotto il servizio la tedesca Hapag Lloyd e orientale Ocean Network. Sono state seguite a ruota dai tre maggiori operatori del trasporto marittimo delle merci, la italo-svizzera MSC, la danese Maersk e la francese CMA CGM. Quanto al livello degli stock LME, siamo a poco più di 800 mila tonnellate contro i 2 milioni di tonnellate dello scorso marzo.

Per di più ora un altro fattore di crisi di sta profilando all’orizzonte: la possibile introduzione di pesanti dazi doganali sull’alluminio e altri prodotti provenienti dalla Russia da parte dell’Unione europea.

Fonte: Guidafinestra.it